La biografia di un perdente sognatore

La biografia di un perdente sognatore

Walter Elias Disney Jr. nacque quarto di cinque figli a Chicago da Flora Call ed Elias Disney; il padre era di discendenza inglese e precedentemente francese, la madre di discendenza tedesca. Una notizia più volte diffusa e puntualmente smentita, citata anche sul Corriere della Sera, darebbe a Disney natali spagnoli, indicandolo come Luis Guizao (o Guirao) Zamora, nato in un villaggio vicino Almería nel 1901 da madre povera con la quale sarebbe emigrato negli Stati Uniti alla volta di Chicago, dove risiedeva lo zio materno.

Ereditò il secondo nome dal padre, mentre il primo da quello di un amico dei genitori, il reverendo Walter Parr, che lo battezzò l’8 giugno 1902 nella St. Paul Congregational Church di Chicago. Nel dicembre 1903 nacque la sorella di Walt, Ruth Flora Disney. Nel 1906 la sua famiglia si trasferì a Marceline (Missouri), vicino allo zio Robert Disney, dove acquistarono una fattoria di duecento ettari per tremila dollari. Cominciò a frequentare la scuola elementare di Marceline solo all’età di otto anni, in modo da andarci con la sorella. La fattoria fu venduta nel 1909 poiché il padre si ammalò e non poté più farsi carico dei lavori. La famiglia visse in affitto fino al 1910, quando traslocarono a Kansas City per ricongiungersi con i fratelli maggiori di Walt, Herbert e Raymond. Walt e suo fratello Roy lavorarono nel tempo libero nell’impresa paterna di distribuzione di giornali per contribuire alle spese della famiglia. Secondo gli archivi della scuola pubblica regionale di Kansas City seguì i corsi della scuola secondaria di Benton dal 1911 e si diplomò l’8 giugno 1917. In quegli anni fu scartato dal giornale Kansas City Star come fumettista perché considerato senza fantasia. Contemporaneamente si iscrisse a uno dei corsi dell’Art Institute of Chicago. Sembra che durante un’estate tra il 1911 e il 1917 Walt, grazie allo zio Michael Martin, ingegnere delle ferrovie, lavorò come venditore a bordo dei treni della Missouri Pacific Railroad. Il suo compito consisteva nella vendita di giornali, dolciumi, frutta e bibite: sarebbe stata questa esperienza a fargli nascere la passione per i treni a vapore.

Nel 1917, mentre in Europa imperversava la prima guerra mondiale, tornò a Chicago per occuparsi da vicino di una ditta di bevande gassate in cui stava investendo da qualche anno, che però fallì di lì a poco. Preferì quindi restare a Kansas City dove, grazie al fratello Roy, trovò un lavoro come venditore sui treni, cosa che gli permise di viaggiare molto. In autunno, grazie a un trasferimento, raggiunse la famiglia a Chicago. Entrò quindi nel liceo McKinley, dove si occupò delle illustrazioni del giornalino scolastico degli alunni intitolato The Voices. Durante l’estate, sebbene distribuisse giornali e corrispondenza per la posta e andasse al cinema alla sera con delle ragazze, un pensiero lo assillava: “vincere la guerra”. A sedici anni lasciò la scuola e si impegnò come autista volontario di ambulanze durante la prima guerra mondiale dopo aver modificato, con l’aiuto di un amico, la data di nascita indicata sul passaporto in modo da poter essere reclutato. Fece parte della divisione delle ambulanze della Croce Rossa statunitense in Francia fino al 1919. Si ricongiunse prima con la famiglia a Chicago nell’autunno di quell’anno, poi a Kansas City con suo fratello Roy, congedato dalla marina militare statunitense.

Tornato negli Stati Uniti cominciò a cercare lavoro. Aveva sempre voluto realizzare dei film e si era pure candidato per lavorare per Charlie Chaplin. Trovò un’occupazione presso l’agenzia pubblicitaria Pesman-Rubin Commercial Art Studio, per la quale si occupava del programma settimanale del Newman Theatre, percependo 50 dollari al mese. Qui conobbe un talentuoso animatore suo coetaneo, Ub Iwerks, con il quale nel gennaio 1920 fondò la società Iwerks-Disney Commercial Artists, che si ritrovò però presto in difficoltà economiche. fino a quando, contattati dalla «Kansas City Film Ad Company», una società di filmati pubblicitari, gli furono commissionate delle animazioni pubblicitarie per i cinema locali. Walt iniziò a fare degli esperimenti in un garage, per i quali si fece prestare una vecchia cinepresa.

All’epoca il suo biglietto da visita, che lui stesso aveva illustrato, recitava: «Walt Disney. Cartoonist. Comic Cartoons. Advertising Cartoons. Animated Motion Picture Cartoons». A detta degli studiosi Russell Merritt e J.B. Kaufman, con questa immagine «dava un aspetto più professionale al mestiere dell’animatore, più lontano dall’immagine del mago» che per esempio si attribuiva Winsor McCay con Gertie il dinosauro. L’autoritratto e la caricatura che Disney si fece per questo biglietto, presente anche nei titoli dei Newman Laugh-O-Grams, lo mostrava giovane, impacciato e impegnato al punto tale da non avere tempo di andare dal parrucchiere, con i fogli volanti su tutto il tavolo da disegno. Per Merritt e Kaufman, all’epoca Disney era molto attento a come coltivare la propria immagine. Nel tempo libero cominciò a creare autonomamente dei filmati che vendeva alla «Newman Theater Company» e che furono chiamati Newman Laugh-O-Grams. Sebbene durassero solo un minuto, piacevano molto al pubblico perché trattavano problemi locali e criticavano i politici locali.

Nel 1922, lanciò la Laugh-O-Gram Studio, che produsse cortometraggi animati ispirati alle fiabe popolari; tra i dipendenti vi erano Ub Iwerks, Hugh Harman, Rudolf Ising, Carman Maxwell e Friz Freleng. Tra i personaggi creati, c’era il precursore di Oswald il coniglio fortunato e Topolino: Julius the Cat. I cortometraggi furono ben accolti nella zona di Kansas City, ma i costi superarono le entrate e, dopo aver creato un ultimo cortometraggio con la tecnica della live action, Alice’s Wonderland, lo studio dichiarò fallimento nel luglio 1923. Il fratello di Walt, Roy Oliver, lo invitò a trasferirsi a Hollywood e, quando Walt riuscì a trovare abbastanza denaro per il biglietto ferroviario, lasciò i propri collaboratori con la promessa di aiutarli a venire in California e portò con sé Alice’s Wonderland, che era appena stato completato. In California si mise quindi in affari con il fratello Roy fondando i Disney Brothers Studio lavorando nel garage dello zio Robert.

Ottennero un primo contratto con Margaret Winkler, distributore di diritti di New York, fidanzata di Charles Mintz; la coppia già distribuiva la serie Felix the Cat. Il 16 ottobre 1923 Disney firmò con loro un contratto per realizzare dodici film. Nel 1926 i Disney Brothers Studio cambiano nome in Walt Disney Studio, per poi diventare Walt Disney Productions nel 1928. Lillian Bounds, una delle dipendenti dello studio con mansioni di intercalatrice/assistente animatore, sposò Walt Disney il 13 luglio 1925.

Le Alice Comedies ebbero un discreto successo. Fino alla fine della serie nel 1927 il soggetto fu sempre più incentrato sui personaggi animati, soprattutto un gatto chiamato Julius che ricorda Felix the Cat, e meno sul personaggio di Alice. La serie diventa sempre più simile alle altre produzioni che non usano attori reali.

Nel 1927 Charles Mintz sposò Margaret Winkler e assunse il controllo della società della moglie. Decise di produrre una nuova serie di cartoni animati che fu distribuita dalla Universal Pictures; la nuova serie, Oswald the Lucky Rabbit, riscosse un buon successo e il personaggio protagonista diventò un’icona popolare. Gli studi della Disney vennero ampliati e Walt assunsee Harman, Ising, Maxwell e Freleng, venuti da Kansas City. Nel febbraio 1928 si recò a New York per ottenere da Mintz una quota maggiore di guadagni per ogni film ma Mintz gli annunciò non solo di dover al contrario ridurgliela ma anche che la maggior parte dei principali animatori di Walt aveva ormai un contratto con lui il quale aveva intenzione di creare un proprio studio nel caso Disney non accettasse di ridurre i costi; oltre a ciò, fu la Universal e non Disney a detenere il marchio commerciale del personaggio e perciò poteva produrre film senza di lui. Disney rifiutò l’offerta e perse la maggior parte dei suoi collaboratori tranne Iwerks e pochi altri con i quali cominciò a lavorare a un nuovo personaggio che sostituisse Oswald.

Si riteneva che questo nuovo personaggio fosse stato ideato in viaggio su un treno da New York a Los Angeles, dove Walt lo avesse disegnato ispirandosi a Oswald togliendoli le orecchie a penzoloni e aggiungendo orecchie tonde e una semplice coda che lo rendeva simile a un topo e che venne chiamato Mortimer Mouse; Ub in seguito avrebbe solo rielaborato il personaggio per giungere al risultato definitivo. Si ritiene invece che Walt avesse elaborato la personalità del personaggio mentre Ub ne avesse sviluppato l’aspetto grafico. Il nuovo personaggio venne rinominato Mickey Mouse su consiglio della moglie di Walt ed esordì nel cortometraggio muto L’aereo impazzito.

Non essendo riuscito a trovare un distributore interessato al film e neanche al successivo, Topolino gaucho, Disney capì che a quei film mancava qualcosa; l’anno precedente la Warner Bros. aveva prodotto il primo film con il sonoro, Il cantante di jazz, e Disney allora pensò di fare altrettanto aggiungendo al cartone animato realizzando Steamboat Willie e per produrlo dovette vendere l’auto. Pat Powers, un uomo d’affari, fornì a Disney la distribuzione e il Cinephone, un sistema di sincronizzazione sonora ottenuto di contrabbando.

Il 18 novembre 1928 al Colony Theater di New York, Steamboat Willie fu proiettato per il pubblico riscuotendo un enorme successo: si trattò del primo cartone animato con il sonoro sincronizzato prodotto da Disney. Questa data sancì la nascita non solo di Topolino ma anche di Minni Mouse. L’aereo impazzito e Topolino gaucho vennero distribuiti con l’aggiunta del sonoro e tutti i successivi cartoni animati furono accompagnati dall’audio.

Fino al 1947, fu lo stesso Disney a interpretare la voce di Topolino. Nel 1929, forte del successo della serie Topolino, decise di produrre una nuova serie. Dopo aver assunto il compositore Carl Stalling, grazie al quale nacquero le Sinfonie allegre, una serie di corti animati musicali, che esordì con Danza degli scheletri. Quello stesso anno Disney autorizzò il merchandising per le proprie creazioni come Topolino e per gestire il marchio venne creata la Walt Disney Entreprises.

Nonostante il grande successo delle due serie animate, la quota che gli studi Disney percepirono da Pat Powers non fu aumentata. Nel 1930, Disney firmò un nuovo contratto di distribuzione con Columbia Pictures, abbandonando così Powers e Ub Iwerks, che era stato tentato da un contratto in esclusiva con Powers. Nel 1931 Topolino comparve in dodici film, mentre nelle Sinfonie allegre, ne La gallinella saggia, esordì Paperino. Nel 1932 Topolino era un famoso personaggio dei cartoni animati e molti studi concorrenti come Van Beuren e Screen Gems crearono dei suoi cloni per sfruttarne la scia del successo.

Dopo esser passato dalla Columbia Pictures alla United Artists, nel 1932 Walt cominciò a produrre le Sinfonie allegre con il nuovo procedimento Technicolor, che permise di creare film a colori. Il primo cartone animato a colori fu Fiori e alberi (Flower and Trees), che vinse il primo Premio Oscar del cinema come miglior cortometraggio d’animazione. Lo stesso anno ricevette anche l’Oscar onorario per la creazione di Topolino, la cui serie nel 1935 diventò a colori. Disney lanciò presto altre serie che ruotavano attorno ai personaggi di Paperino e Pluto. Contemporaneamente autorizzava la commercializzazione di altri prodotti derivati come i fumetti di Topolino pubblicati anche all’estero come in Italia dove una serie dedicata al personaggio esordì nel 1932.

Nonostante i successi i costi legati alla necessità di ricorrere a nuove tecniche non permisero di riassorbire i debiti contratti e Disney cadde in depressione; nel 1931 per ordine del medico partì in vacanza con la moglie. Al ritorno si dedicò allo sport consigliandoli anche ai suoi collaboratori. Il 19 dicembre 1933 nacque Diane Marie, sua unica figlia biologica; successivamente decise con la moglie di adottarne un’altra, Sharon Mae, nata il 21 dicembre 1936.

Gli studi continuarono a produrre cortometraggi delle serie di Topolino e delle Sinfonie allegre che erano due delle più famose del periodo ma i guadagni erano appena soddisfacenti per mandar avanti gli studi senza però creare dei veri e propri utili. Disney decise allora di produrre il lungometraggio di Biancaneve e i sette nani, su ispirazione di un film muto con Marguerite Clark che aveva visto da bambino. Tra il 1934 e il 1937, le Sinfonie allegre furono usate come banco di prova per le tecniche necessarie per realizzare Biancaneve. Walt chiamò un professore di disegno del Chouinard Art Institute, Don Graham, per dare delle lezioni ai membri degli studi.

In quel periodo nacque Il vecchio mulino, il primo film realizzato con la cinepresa a piani multipli, inventata dal tecnico degli studi Bill Garity, la quale permette di dare un vero effetto di profondità ai cartoni animati.

Furono soprattutto coloro che collaborarono a questo film che lavorarono poi su Biancaneve. Quando il resto dell’industria cinematografica venne a sapere del progetto del lungometraggio animato, i vari concorrenti definirono l’idea una «pazzia di Disney», convinti che il progetto lo avrebbe portato al fallimento. Sia Lillian che Roy cercarono invano di convincerlo a rinunciare al progetto. Il film venne prodotto dal 1935 al 1937, quando finirono i fondi Disney mostrò un estratto non terminato del film alla Bank of America che gli concesse i fondi per completare il film che debuttò al Carthay Circle Theater di Hollywood il 21 dicembre 1937 ottenendo una standing ovation; fu il primo lungometraggio animato in inglese e in Technicolor. Venne distribuito nel febbraio 1938 e fu il più redditizio dell’anno incassando più di 8 milioni di dollari del tempo (pari a 98 milioni di dollari del 2018).

Il successo permise a Disney di costruire a Burbank i Walt Disney Studios, che aprirono il 24 dicembre 1939. Intanto venne anche concluso Pinocchio, mentre continuava il lavoro su Fantasia e su Bambi; mentre le squadre dei cortometraggi lavorarono sulle serie di Topolino, Paperino, Pippo e Pluto e sulle ultime Sinfonie allegre.

Dopo Biancaneve, nel 1940 vennero prodotti Pinocchio e Fantasia ma entrambi non diedero i risultati economici sperati; Pinocchio, esordito a New York il 7 febbraio; costò il doppio di Biancaneve, ricevette una buona accoglienza in USA ma scarsa in Europa; Fantasia, proiettato il 13 novembre 1940 al Colony Theatre di Broadway, non andò meglio ma permise soprattutto che venne riconosciuto artisticamente il valore del lavoro degli studi di Disney.

Nel 1941 Disney fu contattato dal dipartimento di Stato guidato da Nelson Rockefeller per produrre materiale di propaganda nella guerra contro il nazismo e, a tale proposito, compiere anche un viaggio diplomatico in America Latina nonostante fosse inizialmente contrario. Rispose poi alla richiesta del pubblico di vedere le quinte dei suoi studi producendo Il drago recalcitrante, un documentario che unì immagini reali e cartoni animati. Allo stesso modo nel 1941 decise di partecipare allo sforzo bellico e con Lockheed Martin realizzò un cartone animato istruttivo per mostrare ai neoassunti delle aziende i metodi di ribaditura degli aerei: si trattava di Four Methods of Flush Rivetting, che fu a lungo classificato come top secret. Al contempo, molti reggimenti o squadriglie statunitensi chiesero agli studi di produrre dei distintivi con i personaggi Disney.

Durante la produzione di Dumbo alcune rivendicazioni contrattuali dei dipendenti portarono al primo sciopero; il film fu comunque completato nell’ottobre 1941, e si rivelò un redditizio successo; poco dopo gli Stati Uniti entrarono in guerra nella seconda guerra mondiale e l’esercito requisì la maggior parte degli edifici degli studi Disney e chiese ai dipendenti Disney di creare film d’intrattenimento e d’istruzione per i militari, nonché film di propaganda; furono quindi prodotti opere come Der Fuehrer’s Face o il lungometraggio Victory Through Air Power, entrambi usciti nel 1943.

I film di propaganda fecero guadagnare poco ma Bambi ebbe invece un discreto successo quando uscì nell’aprile 1942 ,anche se non rientrò immediatamente delle spese. Disney fece uscire nuovamente nelle sale con successo Biancaneve nel 1944, inaugurando la tradizione delle riedizioni, ogni sette anni, dei film Disney negli Stati Uniti. Le compilation di film, contenenti diversi cortometraggi, furono create e proposte al cinema durante tutto questo periodo. Le principali erano quelle frutto della tournée in America Latina, Saludos Amigos (1942), il seguito I tre caballeros (1945), e I racconti dello zio Tom, il primo film Disney contenente attori in carne e ossa, uscito nel 1946. Nel 1947 uscì la riedizione di Bambi fece recuperare il suo considerevole costo; seguirono anche Tanto caro al mio cuore (1948) e Le avventure di Ichabod e Mr. Toad (1949).

Alla fine degli anni quaranta, gli studi trovarono denaro e animatori a sufficienza per continuare a produrre lungometraggi come Alice nel Paese delle Meraviglie o Le avventure di Peter Pan, interrotto durante gli anni della guerra. Gli studi iniziarono anche a lavorare su Cenerentola e su una serie di documentari sugli animali, intitolata La natura e le sue meraviglie (True-Life Adventures), e nel 1948 con L’isola delle foche; sembra che a Walt l’ispirazione venne da un viaggio nell’agosto 1948 in Alaska.

Nel 1947, Disney comparve davanti alla Camera del Comitato delle Attività Anti-Americane e denunciò vari suoi dipendenti come simpatizzanti comunisti; alcuni storici ritengono che si tratti solo di animosità che risale agli scioperi del 1941. L’ipotesi che Disney avesse simpatie filocomuniste, avanzata dopo un’errata lettura di alcuni dati dell’FBI, si rivelò inconsistente; è certo invece che nei suoi primi anni di attività fosse vicino al Partito Democratico e all’amministrazione Roosevelt e che poi si fosse gradualmente spostato verso quello Repubblicano. Nel 1944 fu tra i fondatori della Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals, un’organizzazione di celebrità hollywoodiane di idee conservatrici che si opponeva in maniera esplicita al comunismo.

Una serie di gravi accuse contro Disney, tra cui quelle di essere stato antisemita, simpatizzante nazista e agente in incognito dell’FBI, furono raccolte e divulgate da un biografo nel 1993 in un libro che ebbe grande eco. Tali accuse furono tutte smentite da familiari, ex collaboratori di Disney ed ex agenti dell’FBI in un ampio e circostanziato dossier, destinato alla difesa legale della sua memoria, preparato dalla moglie e dalla figlia di lui e rimasto finora inedito.

Nel 1949, Disney e la sua famiglia si trasferiscono in una nuova casa su un grande appezzamento di terreno nel distretto di Holmby Hills di Los Angeles. Disney poté assecondare una delle proprie passioni: le ferrovie in miniatura; con l’aiuto di un amico, Ward Kimball, e della moglie Betty, proprietari di un treno privato nel loro giardino, sviluppò i progetti e cominciò subito a costruire il proprio treno in miniatura in giardino. Il nome della ferrovia, Carolwood Pacific Railroad, derivava dal vecchio indirizzo di Walt, in via Carolwood Drive. In onore della moglie chiama Lilly Belle la locomotiva a vapore costruita da Roger E. Broggie, un membro degli studi Disney.

Durante un viaggio d’affari a Chicago alla fine degli anni quaranta, disegnò i progetti per una sua idea, un parco divertimenti dove prevedeva che i suoi dipendenti passassero del tempo coi figli. Lo sviluppo del progetto nei cinque anni successivi portò alla realizzazione Disneyland e una nuova filiale della società WED Enterprises; alla presentazione del progetto Disney disse ai progettisti: «Voglio che Disneyland sia il luogo più meraviglioso della terra e che un treno faccia il giro del parco». Il parco aprì nel 1955 ad Anaheim, vicino a Los Angeles.

Negli anni cinquanta furono prodotti altri lungometraggi come L’isola del tesoro (il primo film d’azione interamente realizzato con la tecnica della live action), seguito da successi come 20.000 leghe sotto i mari (in CinemaScope, 1954), Geremia cane e spia (1959), e Il cowboy con il velo da sposa (1960). I Walt Disney Studios furono tra i primi a sfruttare al meglio la televisione, producendo la prima trasmissione One Hour in Wonderland nel 1950. Walt iniziò altresì a presentare una serie settimanale d’antologia sulla ABC intitolata Disneyland, in cui mostrava degli spezzoni delle produzioni Disney precedenti, faceva fare il giro degli studi e faceva prendere al pubblico familiarità con il parco in fase di costruzione. Nel 1955 cominciò la prima serie televisiva settimanale dello studio, Mickey Mouse Club, che continuò fino agli anni novanta.

Poiché lo studio si allargava e diversificava le proprie attività estendendosi ad altri media, Disney prestò sempre minor attenzione al settore di animazione delegando la maggior parte delle attività ai principali animatori, da lui soprannominati i nove saggi. La produzione di cortometraggi continuò fino al 1956, quando Disney chiuse la serie ma altri cortometraggi furono prodotti in maniera irregolare per il resto della durata degli studi. Disneyland aprì i battenti il 17 luglio 1955, diventando rapidamente un successo grazie anche alle attrazioni ispirate a film di successo della Disney. Nel parco si poteva vedere “Zio Walt” fare dei piccoli lavori, come offrire passeggini ai visitatori, suonare il clacson in un’auto in Main Street USA, pescare ai Rivers of America o pilotare il Mark Twain.

Nel 1955 l’FBI lo nominò “Agente Onorario” (Sac Contact), ossia un contatto dell’FBI. Nel 1957 incontrò il creatore dei Muppet, Jim Henson, e insieme cominciarono a creare i primi personaggi dei Muppet con molte somiglianze con Topolino, soprattutto Kermit la Rana. I personaggi comparvero con l’intermezzo Muppet Magic all’interno dell’Ed Sullivan Show tra il 1958 e il 1962.

Dopo decenni di tentativi, Disney ottenne i diritti del libro di Pamela Lyndon Travers e produsse Mary Poppins nel 1964. Il 14 settembre 1964 il presidente Lyndon B. Johnson gli conferì la più alta onorificenza civile statunitense: la Medaglia presidenziale della libertà. Lo stesso anno aprì quattro attrazioni nei padiglioni dell’esposizione mondiale di New York che furono poi integrate a Disneyland e confermarono a Disney la praticabilità di un nuovo parco sulla costa est. Per realizzarlo fece acquisire terreni nella Florida centrale, a sud ovest di Orlando Il progetto fu sviluppato sul serio a partire dal 1966 con la fondazione del Reedy Creek Improvement District. Walt Disney e il fratello Roy Oliver annunciarono in seguito i progetti di ciò che fu poi denominato Walt Disney World, che comprese una versione più grande ed elaborata di Disneyland chiamata Magic Kingdom, nonché hotel e campi di golf ed EPCOT, una città operativa dove gli abitanti possono vivere, lavorare e interagire usando tecnologie sperimentali o avanzate mentre degli scienziati sviluppano e testano altre nuove tecnologie per migliorare la vita e la salute dell’uomo.

Intanto, Walt lavorò sul progetto del Disney’s Mineral King Ski Resort, annunciato alla stampa il 19 settembre 1966; a questa conferenza stampa, l’ultima a cui partecipò, apparve ai giornalisti pallido e febbricitante. Il suo impegno in Disney World finì nell’autunno 1966; nell’estate di quell’anno gli venne diagnosticato un tumore al polmone sinistro, fu ricoverato nell’ospedale St. Joseph, situato proprio di fronte agli studi Disney di Burbank. In autunno la sua salute peggiorò finché non morì a causa di un collasso cardiocircolatorio il 15 dicembre del 1966, all’età di 65 anni.

La sua erredità

Gli studi di produzione e i parchi a tema della Disney si sono sviluppati fino a diventare una società multinazionale plurimiliardaria nel campo della televisione, del cinema, del divertimento e in altri settori. La Walt Disney Company attualmente possiede, tra le altre cose, quattro complessi vacanzieri, undici parchi a tema, due parchi acquatici, trentadue hotel, otto studi cinematografici, sei etichette di dischi, undici reti televisive via cavo e una rete televisiva terrestre.

Quello che inizialmente era noto come «Progetto Florida» oggi una meta turistica privata più grande del mondo e l’immagine di Walt Disney è sempre presente, come ad esempio la statua Partners al Magic Kingdom fino al Tree of Life di Animal Kingdom. La sua passione per i mezzi di trasporto di massa vive nella monorotaia di Walt Disney World che collega due parchi a tema e quattro hotel, mentre il suo sogno del futuro vive a EPCOT nelle principali attrazioni e nelle esposizioni tecnologiche. Da semplice parco a tema, Disneyland si è trasformato in una vasta realtà con due parchi a tema, tre hotel e un vasto complesso di negozi. Walt Disney World è una famosa meta turistica; Tokyo Disneyland (che con Tokyo DisneySea forma il Tokyo Disney Resort) è il parco a tema più visitato del mondo; Disneyland Paris, nonostante i problemi economici riscontrati fin dall’apertura, è sempre il luogo più visitato d’Europa e ospita anche un secondo parco; nel settembre 2005, la Walt Disney Company ha aperto l’Hong Kong Disneyland Resort in Cina; il 16 giugno 2016 è stato aperto il Disneyland Resort a Shanghai.

Quando viene costruita la seconda parte di Walt Disney World, gli eredi di Walt trasformano EPCOT in un parco a tema, l’EPCOT Center, aperto nel 1982. Il parco Epcot è sostanzialmente una fiera internazionale e costituisce solo una piccola parte della città funzionale immaginata da Disney. Tuttavia, la città di Celebration costruita dalla Walt Disney Company accanto a Walt Disney World riprende in parte il progetto pensato per Epcot.

Il 5 maggio 2005, la Disney avvia i festeggiamenti per celebrare i cinquant’anni del primo dei suoi parchi a tema.

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”