C’è qualcosa di connaturato in te?

C’è qualcosa di connaturato in te?

Coraggio


Dal vocabolario Treccani:

coràggio s. m. [dal provenz. coratge, fr. ant. corage, che è il lat. *coratĭcum, der. di cor «cuore»].
1.
Forza d’animo nel sopportare con serenità e rassegnazione dolori fisici o morali, nell’affrontare con decisione un pericolo, nel dire o fare cosa che importi rischio o sacrificio: sopportare con c. una malattia, le avversità; andare con c. incontro al nemico, incontro alla morte; avere il c. di dire la verità, di troncare una relazione; avere il c. delle proprie opinioni, delle proprie azioni, sostenerle e difenderle senza riguardo per alcuno; c. civile, quello di cui si dà prova nell’affrontare pericoli o anche l’impopolarità per il bene pubblico o per amore del giusto e del vero: avere il c. civile di assumersi le proprie responsabilità, di riconoscere i proprî errori. In usi assol.: mostrare c.; dare prova di c.; dare, infondere c.; farsi c.; perdersi di c.; sentirsi mancare il c.; richiamare tutto il proprio c.; il c., uno non se lo può dare (Manzoni). Con sign. più generico: far c. a qualcuno, infondergli forza, dargli animo, rinfrancarlo; coraggio!, come esortazione a non perdersi d’animo, a resistere, a perseverare o anche semplicem. a dire o fare una cosa: su, c., parla! In senso iron.: bel c. a prendersela coi più deboli! 
2.
Sfacciataggine, impudenza: ha avuto il c. di negare; dopo ciò che ha fatto, ha ancora il c. di dichiararsi nostro amico; ci vuol proprio un bel c.! 
3.
ant. Cuore, e anche intelletto, pensiero: non dé dar om fé Che gentilezza sia fòr di coraggio (Guinizzelli).


Dal vocabolario di Oxford:

coraggio
/co·ràg·gio/
sostantivo maschile
1.
Forza d’animo connaturata, o confortata dall’altrui esempio, che permette di affrontare, dominare, subire situazioni scabrose, difficili, avvilenti, e anche la morte, senza rinunciare alla dimostrazione dei più nobili attributi della natura umana: un c. da leone; dar prova di c. di fronte a una disgrazia; andare con c. incontro alla morte; avere il c. di dire la verità.
2.
Sfacciataggine, impudenza.
“ha ancora il c. di parlare!”


Come possiamo notare dai due vocabolari il coraggio è uno stato d’animo ed è un atteggiamento che è ancorato con la parte più profonda dell’uomo, da quella parte che gestisce le nostre pulsazioni primarie e più pure, la parte più vera e profonda in noi.
Per poter essere presente in quel posto, che alcuni definiscono come cuore, altri cervello (il luogo dove incanaliamo e elaboriamo le informazioni, dove prendiamo le decisioni e creiamo noi stessi plasmando la realtà) questa natura deve crearsi piano piano, prima a livello inconscio e poi a livello conscio attraverso le nostre esperienze e il nostro modo di vivere la realtà che ci circonda.

Vivendo la realtà e mettendosi in gioco l’uomo che non è passivo verso la vita, mentre impara e cerca soluzioni si pone delle domande, domande a cui il proprio inconscio e istinto trovano una risposta o che se questo non accade, permettono l’uomo di indagare ancora di più.
Mentre l’uomo continua a cercare quindi una risposta alle sue domande incomincia anche ad avere dei bisogni prima da soddisfare, sia a livello personale (sopravvivere – aiutare se stessi – autodeterminazione – autorealizzazione) che verso gl’altri (protezione – dare aiuto).

Questi bisogni reali creeranno con il tempo il proprio “Perché “, quella forza e quell’atteggiamento inarrestabile in grado di realizzare i propri obiettivi e soddisfare quei bisogno così importanti.

È anche vero che non si è sempre consapevoli da cosa realmente si viene mossi, ma quella vocina interna che ci dice che possiamo fare di più e che siamo destinati a qualcosa di grande si farà sempre più chiara un passo dopo l’altro.
Non sembra sensato rinunciare alla propria vita per una persona o vivere tra fatiche, rischi e dolori nella fede di raggiungere il proprio obiettivo ed è una cosa impossibile da fare, impossibile se tutto quello che si fa non nasca da qualcosa di profondo e vero che è insito e indispensabile per la nostra vita, qualcosa che è e fa parte del nostro cervello e del nostro cuore.

Se non hai abbastanza coraggio o non stai affrontando una situazione per la paura di fallire è semplicemente perché il tuo obiettivo non è cosi grande quanto il rischio che devi correre, il gioco non ne vale la pena.

Ti assicuro che quando sarà necessario o obbligatorio farlo non ti porrai più la domanda: “Ne vale la pena?”
Il tuo istinto, il tuo cuore e il tuo cervello avranno già una chiara risposta.

Ogni grande uomo, donna o impresa sono sempre stati mossi da quella scintilla insita in loro, gli piacesse o meno quello che stavano facendo.

“Ho odiato ogni minuto di allenamento, ma mi dicevo “Non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita come un campione!”
Muhammad Ali

Se sei arrivo/a su questo articolo è probabilmente perché sei all’interno di un tuo percorso di crescita e stai affrontando le tue prime sfide o sei un lottatore/ una lottatrice professionista, questo poco importa.

Ti faccio i complimenti con la consapevolezza che fino a quando non raggiungeremo i nostri obiettivi saremo tutti allo stesso punto e sullo stesso viaggio, anche se con distanze e percorsi diversi, ma entrambi in viaggio.

Ti auguro le cose più importanti per avvicinarti ai tuoi obiettivi:
tanti problemi, tanti errori e di porti tante domande.

Buon viaggio guerriero/a